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CROAZIA # 3 - 9 viii
03/08/1998   Bakarac (20 km sud di Rijeka)

Finalmente riesco a smuovermi dall’intorpidimento vacanziero Fatico un attimo a riorganizzarmi per un viaggio in compagnia di me stesso, ma alla fine, sconfiggendo anche il maltempo, PARTO! Notte da trascorrere in un micropaese, letto di legno “di quelli di una volta”, acqua del mare che assomiglia ad un lago… bel bagno, dall’altra parte dell’Adriatico, bella visione di Bakar, crepuscolo doc Nella guida apprendo trattarsi della Baia di Buccari (D’Annunzio & i suoi MAS!) Ristorante caro arrabbiato (pesce)


intra visioni karlovac 1998


CROAZIA # 3 - 9 viii
04/08/1998   Bakarac # Crikvenica# Senj # Karlobag # Maslenica # Zadar

La Croazia è cara! Dal ristorante senza menu alla sk telefonica smagnetizzata Nel mezzo ci sta un caldo itinerario nella costa adriatica (di fronte alle mie spiagge!): a dx il mare, a sx i monti Zadar ha molto di italico, soprattutto nelle costruzioni anni ’30 I segni della guerra sono stati evidenti lungo il percorso, qui in città invece più visibili quelli della II Guerra Mondiale Ariosa solo la passeggiata sul mare, per il resto belle chiese e molte tracce romane


600 sibenik 1998


CROAZIA # 3 - 9 viii
05/08/1998   Zadar # Sibenik # Trogir

Non hanno molto di diverso dai paesini nostrani Sibenik si inerpica coi sassi su un colle Trogir finisce subito, ma è ugualmente di sasso, anche se pianeggiante Il vento è la costante del giorno: non me lo ricordavo così dai tempi zelandesi


sibenik1998


CROAZIA # 3 - 9 viii
06/08/1998   Trogir # Split # Solin

L’arrivo in Spalato è attraverso i quartieri dormitorio, da cui si capisce che è una città assai grande per la Croazia In verità il centro storico si riassume in un quadrilatero romano (tutto ha a che fare con Diocleziano), sopra il quale ruota la vita cittadina (quella per i turisti) Carina ma finisce subito A Solin mi rendo una volta ancora conto quanto gli Antichi Romani fossero dei giramondo Pur essendo conservata con la filosofia del “non toccare ma non muovere un dito”, l’effetto è comunque fonte di pensieri rivolti a Quel Passato


karlovac 1998


CROAZIA # 3 - 9 viii
07/08/1998   Trogir # Sinj # Vrlica # Knin # Padene # Grac?ac # Plivtice # Slunj # Karlovac

Sulla strada della recente guerra, a pochi km dalla Bosnia Sinj: paesino in salita, comincia la Croazia indigena Velika: paese a latere, giardini dell’ospedale, uomini al bar Knin: tutto lungo la strada maestra, militi italiani, segni di guerra Tutti i km successivi, fino a Karlovac, sono percorsi da segni di guerra, parzialmente riveduti dai Croati Attraverso Paesi Morti (Padene) con case ed auto lasciate morire La stranezza è che la strada è molto meglio di quella costiera, per cui tutti vanno a scheggia, quasi noncuranti degli effetti a latere dei loro finestrini I binari mi affiancano per metà viaggio, incuranti delle stazioni ormai disintegrate A Gracac rivedo la Jugoslavia del 1990: nel bar indigeno sono un oggetto nuovo, la vita convive con le suppellettili devastate o danneggiate


padene1 1998


CROAZIA # 3 - 9 viii
08/08/1998   Karlovac # Rijeka # Passo Ucka # Labin # Rasa # Barban # Pola

La colazione a Karlovac conferma le impressioni notturne della giornata precedente: evidenti ancora i segni della guerra, soprattutto i fori nelle pareti A Labin trovo un’iniziale atmosfera anni ’30 nella parte bassa (introduzione a Rasa, vedi oltre), a cui fa seguito la medievalità del borgo alto, eccomi a Rasa, positiva sorpresa di questo viaggio Minicittadina per muratori fondata negli anni ’30, conserva ancora il fascino architettonico di quegli anni Chiesa con orologio, edifici bombati, piazza silenziosa, reflex rumoreggiante Barban: 4 case e 1 chiesa Il finale di giornata trova un’altra piacevole riscoperta: non pensavo che gli Antenati Romani (ancora una volta!) potessero tanto Rispetto a Solin, qui a Pola le dimensioni si vedono ancora (l’anfiteatro, l’arco, il tempo, il teatro)


trogir 1998


CROAZIA # 3 - 9 viii
09/08/1998   Pola # Sv. Vincenat # Zminj # Pazin # Draguc # Buzet # Buie # Trieste # Strà # Padova # Bologna

Pola si conferma anche Bella Di Giorno Il cammino riprende per risalire l’Istria, attraverso paesini di stampo medievale, caldi in tutti i sensi Così è Sv Vincenat, dotato di castello e spiazzo erboso fotografato, un po’ meno Pazin, dove non visito il castello ma ammiro lo strapiombo attorno ad esso L’incanto del giorno è per Draguc (Draguccio): appollaiato su un monte, un’unica strada maestra di sassi che porta ad una tranquilla estremità, fornita di campanile e piacevole taverna Il cimitero iniziale suggella l’intera visione Attraverso una larga pianura si arriva a Buie, dove vigono cartelli bilingue Solita collinetta, solito campanile, solite viuzze, niente di speciale Termina la Croazia, si tocca un po’ di Slovenia (similAustria, ahiloro), poi Italia! Trieste attraversata ha gli stessi colori della mia ultima presenza (precrepuscolo) Un ripasso alla riviera del Brenta e poi… a casa!


600 labin 1998


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